Renzi è riuscito a portare il
Partito Democratico, cioè il Centro Sinistra, dove non era mai arrivato prima:
al 40,8 %, certo merito dell’astensionismo: meno persone votano più sarà alta
la percentuale di chi vince, ma bisogna riconoscere a Renzi un’altissima capacità
di comunicare agli elettori che prima di lui avevano avuto Berlusconi e Grillo,
ma anche di trasmettere fiducia, insieme a un inizio di governo non poi male.
Ma fin qui non c’è niente di nuovo, lo si sente in tv da un paio di giorni.
Quello che nessuno sa e che molti sembrano aver dimenticato che queste elezioni
non erano per il governo, ma erano europee, servivano a leggere il nuovo
Parlamento Europeo. Intanto iniziamo dall’astensione: l’Italia e la Germania
sono gli unici Stati in cui la maggior parte degli elettori ha votato
(astensione <50%)…e se l’Italia è il
paese in cui si vota di più…stiamo messi bene! Vediamo un po’ cosa succede
nei nostri stati fratelli dell’UE: iniziamo da tutti i 10 paesi entrati
nell’unione nel 2004, i paesi dell’Europa orientale; hanno vissuto la dittature
comuniste dell’estrema sinistra, e per questo non amano particolarmente votare
a sinistra (cioè i vari partiti socialisti/socialdemocratici. Il Partito dei Socialisti Europei PSE è il
corrispondente europeo del PD), e quindi è ovvio che in condizioni normali, la
maggior parte dei voti sono andati o al centro-destra (partiti nazionali membri
del Partito Popolare Europeo PPE –
in Italia Forza Italia/Fratelli d’Italia/Nuovo Centro Destra) o al centro (ALDE: Alleanza dei Liberali e Democratici
Europei – in Italia Scelta Civica, non PD!), anche se le piccole nazioni
orientali non eleggono molti eurodeputati (deputati del Parlamento EU). Veniamo
dunque agli stati occidentali. In Germania la Merkel, centro-destra/PPE, è
particolarmente amata e ha avuto un buon risultato, anche se non quello di
Renzi in Italia. In Spagna la situazione è parecchio spezzettata, sembrano le
elezioni italiane del 2013: metà divisa tra centro-destra e centro-sinistra,
segue la sinistra (Lista Tsipras, in
Italia da Vendola in poi andando a sinistra) e il movimento PODEMOS, famosi
come “indignados”. In Grecia ha vinto il “patriota” Tsipras, anti-rigore nelle
tasse, sinistra del tipo di Vendola e alcuni partiti comunisti: 26%. La brutte notizie arrivano dal Regno Unito:
UKIP, partito di destra estrema, a favore dell’uscita dall’Europa,
ultralibertisti (=far pagare le cure, anche quelle base, anche ai poveri, solo
scuole private, ecc.), xenofobi e quasi razzisti hanno stravinto. Si prosegue
in Francia: Front National, partito neo-fascista, anti-Europa è stato il
primo, con il 26%, favorito dal fatto che i socialisti e i popolari si sono
astenuti, delusi dai loro partiti. Senza considerare l’Ungheria: al 17% è arrivato lo Jobbik, partito nazionalista
neo-nazista che ha già proposto di schedare gli ebrei ungheresi. Tutto questo è
molto preoccupante, in alcune nazioni il nazismo si sta sviluppando, e dobbiamo
sperare che sia stato solo un voto di protesta dei delusi dai partiti, perché
altrimenti non rischieremmo solo di dover
rinunciare all’Europa, ma anche iniziare a pensare a qualcosa di parecchio
brutto. Aveva ragione Spinelli, il “padre” dell’Europa unita, a dire che
l’Unione andava fatta subito dopo la guerra, quando tutti avevano visto il suo
orrore e la pace era l’unico obiettivo, prima che col passare degli anni, la
memoria della morte svanisse, come sta succedendo, visto che tornano i nazisti.
Il risultato finale è un Parlamento
Europeo a maggioranza centro-destra, PPE, il cui leader Junker sarà forse
il prossimo “governatore” dell’UE, con i centro-sinistra PSE un po’ sotto e
come terza forza tutto l’insieme dei nazionalisti
anti-europa (i partiti di estrema destra, per l’Italia, Lega Nord). La
speranza è che 1) Renzi riesca a far sentire la sua voce in quanto unico
Presidente votato dal 40% dei suoi elettori, ma soprattutto 2) che tutti i
Presidenti degli stati europei, avendo perso, e sentendo la poltrona sfuggire
sotto il sedere, capiscano che l’Europa dura delle tasse non porta da nessuna
parte e capiscano che una nuova Europa, quella vera, il cambiamento, è l’unica soluzione per salvare l’Europa e salvare
noi. E Renzi qui, ha poco da festeggiare e a tutto da lavorare.
Numero di seggi per partito
[PPE: centro-destra (in Italia: Forza Italia)
S&D: centro-sinistra (PD)
ADLE: centro (Scelta Civica)
Verdi: ambientalisti
ECR: conservatori di destra
GUE/NGL: sinistra (Vendola/comunisti)
NI: non iscritti (MoV 5 Stelle)
EFD: nazionalisti (Lega Nord)
Altri]











