mercoledì 28 maggio 2014

Chi ha vinto? Il racconto di quello che è davvero successo in Europa: le europee spiegate ai giovani

Renzi è riuscito a portare il Partito Democratico, cioè il Centro Sinistra, dove non era mai arrivato prima: al 40,8 %, certo merito dell’astensionismo: meno persone votano più sarà alta la percentuale di chi vince, ma bisogna riconoscere a Renzi un’altissima capacità di comunicare agli elettori che prima di lui avevano avuto Berlusconi e Grillo, ma anche di trasmettere fiducia, insieme a un inizio di governo non poi male. Ma fin qui non c’è niente di nuovo, lo si sente in tv da un paio di giorni. Quello che nessuno sa e che molti sembrano aver dimenticato che queste elezioni non erano per il governo, ma erano europee, servivano a leggere il nuovo Parlamento Europeo. Intanto iniziamo dall’astensione: l’Italia e la Germania sono gli unici Stati in cui la maggior parte degli elettori ha votato (astensione <50%)…e se l’Italia è il paese in cui si vota di più…stiamo messi bene! Vediamo un po’ cosa succede nei nostri stati fratelli dell’UE: iniziamo da tutti i 10 paesi entrati nell’unione nel 2004, i paesi dell’Europa orientale; hanno vissuto la dittature comuniste dell’estrema sinistra, e per questo non amano particolarmente votare a sinistra (cioè i vari partiti socialisti/socialdemocratici. Il Partito dei Socialisti Europei PSE è il corrispondente europeo del PD), e quindi è ovvio che in condizioni normali, la maggior parte dei voti sono andati o al centro-destra (partiti nazionali membri del Partito Popolare Europeo PPE – in Italia Forza Italia/Fratelli d’Italia/Nuovo Centro Destra) o al centro (ALDE: Alleanza dei Liberali e Democratici Europei – in Italia Scelta Civica, non PD!), anche se le piccole nazioni orientali non eleggono molti eurodeputati (deputati del Parlamento EU). Veniamo dunque agli stati occidentali. In Germania la Merkel, centro-destra/PPE, è particolarmente amata e ha avuto un buon risultato, anche se non quello di Renzi in Italia. In Spagna la situazione è parecchio spezzettata, sembrano le elezioni italiane del 2013: metà divisa tra centro-destra e centro-sinistra, segue la sinistra (Lista Tsipras, in Italia da Vendola in poi andando a sinistra) e il movimento PODEMOS, famosi come “indignados”. In Grecia ha vinto il “patriota” Tsipras, anti-rigore nelle tasse, sinistra del tipo di Vendola e alcuni partiti comunisti: 26%. La brutte notizie arrivano dal Regno Unito: UKIP, partito di destra estrema, a favore dell’uscita dall’Europa, ultralibertisti (=far pagare le cure, anche quelle base, anche ai poveri, solo scuole private, ecc.), xenofobi e quasi razzisti hanno stravinto. Si prosegue in Francia: Front National, partito neo-fascista, anti-Europa è stato il primo, con il 26%, favorito dal fatto che i socialisti e i popolari si sono astenuti, delusi dai loro partiti. Senza considerare l’Ungheria: al 17% è arrivato lo Jobbik, partito nazionalista neo-nazista che ha già proposto di schedare gli ebrei ungheresi. Tutto questo è molto preoccupante, in alcune nazioni il nazismo si sta sviluppando, e dobbiamo sperare che sia stato solo un voto di protesta dei delusi dai partiti, perché altrimenti non rischieremmo solo di dover rinunciare all’Europa, ma anche iniziare a pensare a qualcosa di parecchio brutto. Aveva ragione Spinelli, il “padre” dell’Europa unita, a dire che l’Unione andava fatta subito dopo la guerra, quando tutti avevano visto il suo orrore e la pace era l’unico obiettivo, prima che col passare degli anni, la memoria della morte svanisse, come sta succedendo, visto che tornano i nazisti. Il risultato finale è un Parlamento Europeo a maggioranza centro-destra, PPE, il cui leader Junker sarà forse il prossimo “governatore” dell’UE, con i centro-sinistra PSE un po’ sotto e come terza forza tutto l’insieme dei nazionalisti anti-europa (i partiti di estrema destra, per l’Italia, Lega Nord). La speranza è che 1) Renzi riesca a far sentire la sua voce in quanto unico Presidente votato dal 40% dei suoi elettori, ma soprattutto 2) che tutti i Presidenti degli stati europei, avendo perso, e sentendo la poltrona sfuggire sotto il sedere, capiscano che l’Europa dura delle tasse non porta da nessuna parte e capiscano che una nuova Europa, quella vera, il cambiamento, è l’unica soluzione per salvare l’Europa e salvare noi. E Renzi qui, ha poco da festeggiare e a tutto da lavorare.
Numero di seggi per partito
[PPE: centro-destra (in Italia: Forza Italia)
S&D: centro-sinistra (PD)
ADLE: centro (Scelta Civica)
Verdi: ambientalisti
ECR:  conservatori di destra
GUE/NGL: sinistra (Vendola/comunisti)
NI: non iscritti (MoV 5 Stelle)
EFD: nazionalisti (Lega Nord)
Altri]

martedì 20 maggio 2014

Disinformazione: quando anche le notizie van di moda

Come va la vita in Giappone? Come se la passano i Greci? Chiunque abbia il minimo interesse a conoscere il mondo al di fuori della propria “casa dolce casa”, si sarà ben reso conto di quale destino spetti ad una notizia: vive il proprio momento di gloria, passa impercettibilmente nelle retrovie e scompare.
Ma non è tutto: spesso e volentieri questa notizia, questa informazione o non  viene fornita affatto o viene fornita in modo fuorviante e inconcludente, per cui risulterebbe più opportuno parlare di non-informazione. Quest’ultimo caso, forse il peggiore, è quello che dovrebbe far riflettere maggiormente: è il caso in cui l’informazione viene fornita sì, ma solo teoricamente, perché di fatto rimane irraggiungibile ai più, a causa dell’utilizzo (assolutamente involontario, si intende) di astruse perifrasi e termini tecnici, che tendono sfuggire alla comprensione di chi non è del “settore”.
Ciò che accade nella realtà è quasi sempre il risultato della perfetta combinazione di diversi fattori, per cui si ha che l’informazione in parte viene taciuta e in parte viene per così dire “mascherata”, sempre ovviamente sotto l’influsso della Moda. Si pensi ad esempio a quanto accade ogni santo anno in merito alla questione dei virus influenzali: si proclama una sorta di stato d’allerta, accompagnato da tanto di pubblicità e illuminanti locandine negli ambienti pubblici che insegnano a lavarsi le mani, come se poi i virus influenzali, con tutto rispetto parlando, costituissero la sola ed unica minaccia alla salute dell’uomo.  Si assiste quindi ad una serie di atteggiamenti contraddittori, che fanno sì, per esempio (giusto per rimanere nell’ambito medico-biologico, ma potremmo spaziare …) , che milioni di persone si armino fino ai denti per non incubare questi famigerati virus, per poi andarsene tranquillamente in uno zoo, ignari di trovarsi in uno dei luoghi maggiormente esposti alla rabbia! Ma non importa. Si potrebbe continuare all’infinito a fornire esempi delle varie forme di disinformazione che dilagano al giorno d’oggi, ma non è questo lo scopo dell’articolo, che si propone semplicemente di invitare tutti, giovani in primis, ad essere più coscienziosi in merito alla questione delle informazioni e delle fonti da cui esse provengono.

Rinunciare a prendere parte al pensiero di diverse fonti significa di fatto rinunciare al proprio diritto ad essere informati. Il problema della disinformazione di certo non è nuovo, ma può essere nuovo il modo in cui ci si pone di fronte ad esso: sfruttare tutti i mezzi di cui disponiamo può essere un buon inizio per essere informati al meglio ed evitare il peggio. 

Rihanna tuttofare: da cantante a stilista



"Con la sua potenza e il suo atteggiamento, Rihanna è diventata la più eccitante "Musa della Moda". Questa popstar, con una sola mano ha reinventato il codice dell'abbigliamento non importa in che occasione." Questo è ciò che pensa la rivista Vogue, parlando della bella Robyn in campo di moda. Ebbene sì, non contenta di essere una delle 100 persone più influenti nel mondo, ha voluto espandere la sua carriera creando una sua collezione di abiti per River Island. "Ho letteralmente disegnato tutto ciò che desidero indossare, esattamente come lo voglio indossare" afferma la cantante barbadiana, che è stata nominata come "Fashion Icon Of The Year" dal Council of Fashion Designer. Steven Kolb, amministratore delegato del CFDA spiega il motivo per il quale Rihanna ha ottenuto questo premio: "per l'impatto che ha avuto sull'industria della moda." Il premio le verrà consegnato il 2 giugno. Che dire, l'instancabile Robyn Rihanna Fenty proprio non ne vuole sapere di uscire di scena, lavorando anche per il suo ottavo album collaborando con dj e cantanti come Sia Furler, la quale ha scritto il testo del singolo Diamonds che ha riscosso successo in tutto il mondo.

lunedì 19 maggio 2014

La partita del cuore: Nazionale Cantanti-Team Emergency


La partita del cuore è ormai da anni un importante evento di raccolta fondi al quale vi partecipano
(ex-)calciatori, cantanti, attori, politici (Renzi l'anno scorso) e personalità di ogni genere. Quest'anno la sede sarà Firenze, precisamente l'Artemio Franchi. A "sfidarsi" ci saranno la Nazionale Cantanti, la cui presenza è consueta in questo evento, e il Team Emergency. La presenza più importante della serata è sicuramente Gino Strada, fondatore della stessa Emergency che si occupa di offrire cure mediche e chirurgiche laddove prevale la miseria sul benessere e la guerra sulla pace. I fondi della raccolta, come si può leggere dal sito ufficiale della Nazionale Cantanti, saranno destinati alla realizzazione e l'avviamento di un poliambulatorio a Castelvolturno e utilizzati oltre al potenziamento del reparto pediatrico cardiologico dell'ospedale "Salam" a Khartum in Sudan. Tra le altre celebrità presenti ci sarà Javier Zanetti che giocherà quindi la sua prima partita dopo il ritiro dal calcio giocato avvenuto effettivamente ieri sera. Nella Nazionale Cantanti oltre che i veterani Enrico Ruggeri, Raoul Bova e Paolo Belli, ci sarà la new entry Rocco Hunt. Presente anche un altro rapper campano, ossia Clementino che ha già postato su Facebook la foto della sua maglia.

"Noi, la politica" - European Youth Event: il futuro è nostro


STRASBURGO – L’occasione è una di quelle particolari, una di quelle che se sei tanto bravo e fortunato ti capita una sola volta. Quando qualche mese fa mi hanno proposto di rappresentare la mia associazione (Organizzazione Giovani Esperantisti) a questo mega-evento a Strasburgo, al Parlamento Europeo, con giovani di tutta Europa non ho avuto un attimo di dubbio: ho subito accettato, io da buon amante di cose che riguardano la società. Ci sono andato aspettandomi come attività-chiave quella sorta di Parlamento Europeo dei Giovani che si sarebbe creato, cosa che già da sola, per un attivista, è una cosa magnifica. E così è stato…solo all’inizio! In più di 200 attività si è parlato di immigrazione, economia, società, ambiente, lavoro e noi, 5000 ragazzi da 28 stati con 24 lingue, abbiamo dimostrato di saperci fare quanto e forse più dei nostri “colleghi adulti”, abbiamo dimostrato come sia possibile cambiare l’Europa e farla diventare la nostra forza, farla diventare “libera e unita”, la soluzione dei nostri guai, più che la loro origine. Eppure questo è stato, incredibile dirlo, quasi in secondo piano. Insieme a tutto ciò, c’erano quei 5000 ragazzi da 28 stati che parlavano 24 lingue diverse. Nella nostra mente di solito, cos’è l’Europa? Nella nostra mente l’Europa è l’€uro, è leggi, trattati, è la Merkel che ci dice di fare cose, che spesso sono tasse. Ma questo è solo la parte inferiore, quella che ci vogliono far credere che sia tutta. Ecco, a Strasburgo io ho realizzato cosa veramente l’Europa è: quando stai (magari con una lingua neutrale uguale per tutti), con uno spagnolo, un tedesco, un’estone, una francese, un’austriaca e ci parli, ci chiacchieri e ti diverti esattamente come fai con i compagni di classe, tutti del tuo quartiere, ecco, solo in quel momento capisci cos'è davvero l'Europa.

E dopo questa fantastica esperienza, forse la più bella, questo sarà il mio compito qui: far vedere ai giovani, ai miei coetanei cos’è davvero l’Europa, mostrare loro, a voi, che la politica, tutto ciò che ci riguarda, non è quella cosa brutta, cattiva e difficile che ci vogliono far credere, ma una cosa bellissima, una cosa nostra, una cosa che ogni tanto ci viene tolta e che ci dobbiamo riprendere. Forza gente, il futuro è nostro!


Hip-Hop, imminente l'uscita del Machete Mixtape Vol. 3: Ensi, Noyz Narcos e Fabri Fibra tra i featuring

E' ormai imminente l'uscita del Machete Mixtape Vol. 3: Salmo, il capo della crew Machete, ha infatti fatto sapere che è impegnato ad ultimare il terzo capitolo di uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per il rap italiano, anticipato da un video incentrato proprio sul rapper sardo, "Documentary", dal cui trailer è possibile intuire che ci saranno scene di backstage dei videoclip, interviste ai rapper che hanno collaborato (tra cui Ensi, Noyz Narcos e i Dope D.O.D.), spezzoni dei suoi concerti in giro per l'Italia e il video dell'inedito "Mussoleeni".
Per adesso non si sanno ancora con precisione i nomi di tutti gli artisti presente nel prossimo Machete Mixtape (ci sarà sicuramente Fabri Fibra), mentre nei primi due hanno collaborato rapper quali Clementino, Rocco Hunt, Bassi Maestro, Gemitaiz, MadMan e Raige.

domenica 18 maggio 2014

"Bar Sport"- Motomondiale, Le Mans: pokerissimo per Marquez, secondo Valentino


Eguagliato Rossi, a caccia di Doohan. Marc Marquez raggiunge un mostro sacro del motomondiale, con una vittoria autorevole, e si mette alla caccia del dominatore degli anni Novanta della classe regina. Scattato dalla pole, il  Cabroncito si ritrova imbottigliato nel gruppo e, nella foga di risalire ,sbaglia per due volte consecutive la curva 8, fino a sprofondare dietro a Lorenzo e Pedrosa. A differenza dei due connazionali però, mentre Rossi passa in testa, Marquez comincia ad inanellare passaggi micidiali, che lo fanno risalire fino alla seconda piazza. Purtroppo per lo show, Rossi commette un lungo alla 9, lasciando pista libera a Marquez che si ritrova tra le mani una vittoria agevole,che altrimenti avrebbe dovuto conquistare a prezzo di sportellate col dottore. Bautista nel finale tiene col fiato sospeso la Yamaha,ma deve accontentarsi della terza piazza, davanti all'ottimo Pol Espargarò. Gara anonima e sottotono per Pedrosa e Lorenzo in particolare, che molte voci vogliono in Ducati per la prossima stagione. Dovizioso, scattato bene e in testa per i primi tre giri, deve arrendersi ai cronici problemi della Ducati, che lo fanno sprofondare in ottava posizione, mentre un aggressivo Iannone è vittima di una caduta al primo giro, dopo aver involontariamente steso Hayden. Prossimo appuntamento al Mugello tra due settimane, dove la Yamaha e soprattutto Rossi sono chiamati a fermare il predominio Honda e un Marquez che ora pare inarrestabile.

"Noi, la politica" - Beppe Grillo show a Torino: il leader M5S ne ha per tutti

Beppe Grillo non ha mai paura di dire ciò che pensa e lo dimostra per l'ennesima volta a Torino, dove ha insultato la Merkel, Schulz, che lo aveva paragonato a Stalin, rispondendo a quest'ultimo:"Io come Stalin? Macchè! Io sono oltre Hitler!", per poi lanciare una frecciatina al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dichiarando che a Bruxelles il Movimento Cinque Stelle non farà come "l'ebetino di Firenze e chi come lui ha leccato il posteriore della Merkel". Grillo ha poi definito Berlusconi "Tinto Bass", ha inoltre parlato del sindaco di Torino Piero Fassino e di Dell'Utri, che secondo lui "dovrebbe affrontare la giustizia come un vero uomo e non farsi arrestare in pigiama in un albergo all'estero". Un signore tra la folla ha poi chiesto a Grillo informazioni riguardanti il lavoro e lui ha risposto dicendo che ci sarà il reddito di cittadinanza mentre gli 80 euro sono una "depravazione". "Dicono che siamo i nuovi nazisti, che faremo del male fisico alla gente, mentre grazie a noi in Italia non c'è stata violenza e non è rinato il partito fascista. Se populismo significa gridare no a questa politica e a questo stato di cose, allora il populismo è la più alta espressione della democrazia", ha concluso il leader del M5S.

sabato 17 maggio 2014

Made in Sud va in tour dopo il successo della quarta edizione su Rai 2


Terminata la quarta edizione su Rai 2 lo scorso 13 maggio, dopo aver ospitato, nel corso di questa stagione, Gabriele Cirilli, Mago Forest, Biagio Izzo, Enrico Bertolino, Rocco Hunt, Arturo Brachetti, Ale & Franz, Dario Vergassola, Enzo Salvi, Alessandro Borghese ed Enzo Avitabile, il programma comico Made in Sud, che quest'anno è andato in onda in diretta e in prima serata dal centro di produzione della Rai di Napoli per dieci puntate, dall'11 marzo al 13 maggio, continuerà a divertire il pubblico con il tour in giro per l'Italia, iniziato con lo show di ieri al teatro Linear4Ciak di Milano. In attesa delle date ufficiali del tour estivo, il programma, presentato dai napoletani Gigi & Ross Fatima Trotta con la calabrese Elisabetta Gregoraci, andrà ancora in onda su Rai 2 martedì 20 e 27 maggio, con due speciali appuntamenti con il meglio dell'edizione da poco conclusasi. Tra i nuovi personaggi di quest'anno, hanno divertito particolarmente il supereroe Pigroman, interpretato da Mariano Bruno, il rapper Arancino (Pasquale Palma), gli Arteteca nei panni dei tamarri, Salvatore Gisonna con Tonino Quiz, ovvero un aspirante concorrente de l'Eredità che vuole a tutti costi farsi fare delle domande per vincere (il suo tormentone è "Staccami l'assegno!"), la parodia di Masterchef, con Gigi & Ross nei panni degli chef Carlo Cracco e Bruno Barbieri e le due conduttrici Fatima Trotta ed Elisabetta Gregoraci che recitano il ruolo delle concorrenti, e la parodia di Uomini e Donne, con Nello Iorio, Francesco Albanese e Salvatore Misticone coadiuvati da Fatima Trotta, oltre a una sitcom interpretata dai quattro conduttori e intitolata "Coppie d'oggi".Il ritmo del programma è scandito dalle musiche live del dj Frank Carpentieri e dai balletti del corpo di ballo con la conduttrice Fatima Trotta.

"Bar Sport" - Serie A 2013/14: la Juve dei record, ma siamo dietro anni luce

Ciro Esposito viene ferito da un colpo di pistola
nel pre-gara di Fiorentina-Napoli

Sabato 3 Maggio. Finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli. Un tifoso partenopeo viene ferito in un vero e proprio agguato all'esterno dello Stadio Olimpico di Roma. Ne segue una serata storica (in negativo, l'ennesima) per il calcio italiano. Partiamo da quel giorno, perchè è doveroso. Perchè di fronte a certe scene è imperativo chiedersi cos'è che non è andato.

L'Italia ha perso. Ancora. La Finale di cui sopra è stata la nostra presentazione al mondo. Eccoci. Siamo qui. Siamo questi. Tifosi delinquenti, mai domi. Sguazziamo nella polemica. Usiamo il calcio come spot politico e sociale. Ci riconoscete? Infanghiamo la storia del soccer italiano e la buona faccia della maggior parte dei frequentatori da stadio (famiglie, bambini, appassionati). E se poi serve, se il gioco si fa duro, arriviamo al pesante: alle armi. Altro che hooligans. I meglio siamo noi.

COSA RESTERA'... Il 2013-2014 calcistico verrà ricordato soprattutto per lo scempio avvenuto pressapoco quindici giorni fa. La Juventus dei record? Il terzo Scudetto consecutivo bianconero? La Roma di Garcia? Il Napoli di Benitez? E sia. Grandi risultati. Ma il nostro è un Paese fatto a modo proprio. Un Paese laddove la violenza negli stadi, le condizioni fatiscenti degli stessi, la giustizia sportiva e le istituzioni (spesso anche extra calcistiche) sono ferme al 1980, finendo per diventare una bella barzelletta.

NOTA BENE Eppure, come in parte citato, è stato un anno pieno di spunti interessanti. Il campo ha stabilito che la Juve "d'Italia" non ha rivali. Neppure la stupenda Roma di questa stagione (85 punti) è riuscita a farci qualcosa. Se la Vecchia Signora continuerà a farla da padrona, questo è tutto da vedere.
C'è stato poi il Napoli, trascinato da un attacco stellare, che l'ha pure vinta quella nefasta Finale ampiamente ricordata. Le rivelazioni Torino, Verona e Parma; il ritorno di Luca Toni nell' Olimpo dei bomber (ne era davvero uscito?); l' anno zero (o forse -1) delle milanesi; la commovente salvezza del Sassuolo; la Serie B per Catania, Bologna e Livorno. E poi le nuove stelle: Immobile, Berardi, Destro, Pogba, Baselli, Iturbe, Maksimovic e Bruno Fernandes.

POST SCRITUM  Ciononostante, ribadiamo, l'Italia ha perso... Si, perchè seppur con note liete, l'annata del "Belpaese" non può considerarsi positiva. Fuori dal campo è stato un disastro, in campo più o meno lo stesso. La Juve, che da noi straccia record, è prima uscita dalla Champions in un girone con Copenaghen e Galatasaray, e poi eliminata dal Benfica in semifinale di EL. Delle altre, manco a parlarne (il Napoli ha solo salvato la faccia). Risultato? Altro posto perso nel Ranking, ora siamo sesti dietro al Portogallo, e il prestigio italiano che va a farsi benedire. Us, the world. Nel calcio, mica tanto...

Hip-Hop, in arrivo il nuovo album di Gemitaiz & Madman

Uscirà il prossimo 27 maggio Kepler, nuovo album del duo Gemitaiz & Madman. L'album è stato anticipato da "Non se ne parla", singolo uscito lo scorso aprile, seguito da "Haterproof 2", uscito invece il 13 maggio. Ci saranno, inoltre, numerosi featuring con alcuni protagonisti della scena hip-hop italiana, tra cui Guè Pequeno, Coez, Clementino, Jake La Furia e Jay Reaper. Kepler, prodotto da PK, ha debuttato al primo posto della classifica di iTunes. Gemitaiz e Madman, entrambi classe '88, hanno prodotto numerosi singoli che hanno riscosso successo, tra cui "Detto, fatto", "Non cambio mai" ed "Haterproof". Entrambi appartengono all'etichetta indipendente Tanta Roba, creata da Guè Pequeno e Dj Harsh, e collaborano con la Machete, che conta al suo interno rapper come Salmo, En?gma, Jack the Smoker, Nitro, El Raton e Dj Slait.

venerdì 16 maggio 2014

Comprate la Bari

Lo slogan ormai noto che impazza da questi ultimi giorni sul web e in particolare su tutti i social network, l'hashtag #compratelabari , sta via via diventando sempre più virale. A lanciarlo il centrocampista dei "galletti" Daniele Sciaudone, bravissimo, oltre che con la palla tra i piedi,anche ad interpretare questa chiave comunicativa: sono stati persino coinvolti tanti celebri volti dello spettacolo, da Fiorello a Briatore passando da Emilio Solfrizzi, Checco Zalone e tanti tanti altri. Ma come nasce tutto questo movimento? E soprattutto quali sono le cause di questo entusiasmo che sta coinvolgendo a poco a poco tutti gli appassionati di questo sport? Entriamo un po più nel dettaglio e analizziamo gli aspetti tecnici della questione.

Come sappiamo la società Matarrese è fallita ufficialmente all'inizio del mese di Marzo per via di due grandi debiti, uno nei confronti dell'erario e uno nei confronti dei calciatori e di tutto lo staff. Il caso è stato quindi affidato a due consulenti fallimentari che hanno fatto una perizia tecnica attribuendo un valore alla squadra: si è poi proceduto ad un' asta partendo da 3.5 milioni di euro. Erano state create diverse società che avrebbero partecipato tra cui una delle più accreditate era quella di Gianluca Paparesta, lo stesso che aveva consigliato a Matarrese da dirigente sportivo di dichiarare il fallimento della società (come abbiamo detto unica soluzione per non pagare 20 milioni di euro, che era il debito complessivo). Questa prima asta è però saltata proprio per la problematica dell'elevata somma che l'eventuale acquisitore avrebbe dovuto sborsare per riparare il bilancio. Si è così proceduto ad una seconda asta che si è tenuta lunedì scorso:molte più aspettative derivate dal fatto che Paparesta avrebbe potuto usufruire di soldi provenienti da operatori indiani, ma purtoppo stesso esito. La delusione è stata diffusamente avvertita, ma le speranze non sono andate vane: ricadono infatti tutte nella terza imminente asta che si terrà martedì prossimo. Nel frattempo si sono create nuove cordate e due avvocati baresi hanno fondato una società ad azionariato diffuso (modello Barcellona e Real Madrid).
Fatto sta che tutto ciò sta creando un entusiasmo inverosimile che sta portando la squadra a straordinari successi e che sta avvicinando incredibilmente tantissima gente soprattutto allo stadio, sintomo anche dell'antipatia che la tifoseria nutriva nei confronti dei Matarrese (dal giorno del fallimento, ogni turno in casa si totalizzano mediamente ventitremila spettatori).
Occorre sottolineare che il comportamento di tutto l'organico del Bari è ammirevole sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto sotto quello dei valori: i calciatori sono infatti senza stipendio e stanno portando avanti una vera e propria battaglia, di cui non conoscono nemmeno l'esito certo.
La terza asta sarà quindi decisiva per il destino di una squadra, di una storia e di un'intera città, che obiettivamente piuttosto che questi problemi, merita grandi soddisfazioni. Staremo quindi a vedere, intanto non possiamo che aggiungerci al grido di questa importante esortazione: COMPRATE LA BARI!


Peter Tosh, una leggenda dimenticata della musica reggae


"Impara ad amare tuo fratello, non prevaricare il prossimo"

Se chiedessimo a qualcuno di associare il nome di un cantante alla Giamaica, al reggae e alla cultura rasta, chiunque nominerebbe Bob Marley. Un mito intoccabile, una leggenda della musica del Novecento, senza dubbio, ma nonostante ci siano stati altri suoi contemporanei bravi e carismatici almeno quanto lui nell'ambito del reggae giamaicano, Bob Marley è l'unico musicista che la gente conosca legato alla cultura rasta e alla musica reggae. Eppure, se parlassimo con chi conosce almeno un po' quell'ambito musicale, il nome di Peter Tosh sarebbe famoso e stimato tanto quanto quello di Bob Marley.

Ma chi era Peter Tosh? Esattamente come Bob Marley, era un giamaicano nato nella povertà e vissuto nel ghetto con il sogno di salvarsi e dimostrare il proprio valore attraverso la musica reggae. E questo sogno i due iniziarono a coltivarlo insieme fondando un gruppo musicale nel 1963, i Wailers, in cui sia Bob che Peter cantavano e suonavano la chitarra. La carriera del gruppo decollò non senza intoppi, e i membri dei Wailers erano famosi e seguiti solo in Giamaica, fino a quando nel 1973 non andarono in Inghilterra e divennero conosciuti anche in Europa e successivamente in America. Lo stesso anno il gruppo si sciolse, e le carriere di Bob e Peter si separarono. Eppure, nonostante i due avessero suonato gli stessi pezzi, scritto le stesse canzoni e condiviso gli stessi palchi, il nome di Bob divenne leggenda e quello di Peter rimase nell'ombra. In Giamaica Peter era famoso e apprezzato come musicista e cantante quanto Bob, ma nel resto del mondo il nome di Peter Tosh suona tuttora sconosciuto.

L'attività musicale di Peter fu molto prolifica e impegnata: esordì nel 1976 con un album pro-legalizzazione della cannabis, Legalize it, scrisse un album politicamente impegnato nel 1977, Equal rights, e si impegnò a diffondere il verbo rasta con album come Wanted dread & alive (1981) o Mama Africa (1983). Il suo ultimo lavoro è No nuclear war, che ricevette nel 1987 il Grammy Award come miglior album reggae dell'anno. Lo stesso anno, Peter fu assassinato in casa sua insieme ad un amico da dei presunti malviventi.
Alla figura di Peter Tosh è associata una musica politicamente e spiritualmente impegnata, che mescolava un ritmo musicale coinvolgente a delle parole molto incisive e arrabbiate. Peter è stato un grandissimo musicista, molto radicale nei suoi principi e costantemente incazzato con la politica crudele che secondo i rastafariani governa il mondo a discapito dei sofferenti ("The shitstem", come lo chiamava lui), ha raggiunto i vertici della musica reggae ma mai la notorietà che conobbe il suo amico ed ex-collega Bob Marley.
Da ora in poi, quindi, per rendere giustizia ad un mito dimenticato, provate ad ascoltare Legalize it, Rastafari is o Buk-In-Hamm palace invece della solita, seppur bella, No woman, no cry.

"Noi, la politica" - Crisi, debiti, Grillo, Renzi, Expo 2015

Crisi, debiti, Grillo, Renzi, Expo 2015.

Queste sono le parole più ricercate negli ultimi mesi dagli italiani su Google (politicamente ed economicamente parlando).
L'Italia è in crisi profonda e lo sappiamo dal 2011, quando il professor Mario Monti subentrò a Silvio Berlusconi. Vi furono numerose tasse aggiuntive e il popolo non la prese bene, anzi al contrario cominciò a prendersela (dopo più 50 anni) con i politici, dopo aver scoperto i loro stipendi e i conti al ristorante di Montecitorio, questo è stato l'inizio della crisi psicologica, perché quella economica era iniziata già da qualche anno addietro. La crisi cos'è? Non é altro che una truffa fatta dalle banche di mezzo mondo per prendere in giro i risparmiatori italiani e non solo. La crisi nasce perché tutti vorrebbero vivere con più di quello che hanno, vengo e mi spiego: in una famiglia di quattro persone con il padre impiegato che guadagna non più di 1200€ al mese, la madre casalinga, un figlio poco più che sedicenne e la figlia di otto-nove anni come fa ad andare avanti? Il figlio ovviamente vorrà il motorino, la figlia lo smartphone, la moglie qualche regalo dovrà pur riceverlo no? Il sabato sera bisogna portarla fuori no? Tutto questo susseguirsi di spese fa sì che si aprano dei mutui, dei finanziamenti e cominciano ad esserci i primi debiti a livello familiare, moltiplicate per quaranta milioni ed ecco l'Italia nel 2014. Abbiamo le possibilità di rialzarci: Grillo e Renzi hanno due prospettive totalmente diverse per il nostro paese, entrambi (si pensa) vogliono il bene dell'Italia. Il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo pensa che uscendo dall'Unione Europea, si possano avere le risorse all'interno del territorio italiano, un po' come hanno fatto alcuni paesi sudamericani creando la propria indipendenza dagli Stati Uniti d'America. Questa è una follia, per il premier Matteo Renzi, che ha cominciato ad aiutare gli italiani con ottanta euro al mese, che per molti politici sono bazzecole, chiedete all'impiegato che prende 1200€ al mese cosa sono quegli ottanta euro, l'economia potrà rimettersi in gioco solo così e Renzi coi fondi europei vuole riportare l'Italia al posto che merita: tra le cinque/sei potenze europee al livello della Germania, un paese dove si lavora e si dà il massimo sempre, ovunque e comunque. L'Italia deve rimboccarsi le mani e porre fiducia in Renzi e nell'Expo 2015 a Milano, sarà la più grande opportunità italiana degli ultimi dieci anni, sperando che non ci siano ulteriori malviventi che prendano mazzette e continuino a rubare perché ciò che facciamo oggi sarà decisivo per domani, diamoci un taglio con le spese superflue, diamo fiducia ai politici, chiediamo a Renzi che si abbassino lo stipendio. Può sembrare un pensiero da populista, ma siamo in crisi ed è il momento di tirare le cinghie e i primi a tracciare le linee dovrebbero essere loro.

È arrivato il momento? Io ci credo, voglio credere in una nazione unita non solo ai Mondiali, ma sempre: a scuola, in politica, a lavoro, amo l'Italia e come diceva Frank Sinatra: "The best is yet to come". Mi verrebbe da dire forza Italia, ma qualcuno mi ha tolto l'espressione...

giovedì 15 maggio 2014

Stephen Sutton, il blogger che ha lottato contro il cancro

Non è mai facile trovare le parole giuste per commemorare qualcuno, specie se si tratta di un ragazzo; perché, quando l’evento tragico ha per protagonista un giovane, è come se in qualche modo venissero abolite tutte le barriere spazio-temporali, per cui non ha più alcuna importanza se viviamo mille miglia lontani l’una dall’altro: ci si sente semplicemente commossi.

Stephen Sutton, 16 Dicembre 1994 – 14 Maggio 2014
Aveva soltanto 15 anni quando gli diagnosticarono un cancro, che dopo due anni di radio e chemioterapie venne classificato come incurabile. Di fronte a un evento che getterebbe nel massimo sconforto centinaia e migliaia di persone (adulte!), Stephen si era fatto coraggio e si era impegnato in prima persona in attività di sostegno ai malati di cancro come la “Teenage Cancer Trust”; ha organizzato una raccolta fondi, che, nel momento della sua morte, ha raggiunto la cospicua somma di 3,4 milioni di sterline; ha creato un blog, “Stephen’s Story”, attraverso il quale, quasi paradossalmente, era lui ad essere il “motivational speaker” e a dare conforto a tutti coloro che lo seguivano.

Ma la forza di questo ragazzo, un ragazzo felice, felice di aiutare e felice di vivere, non è esprimibile in una semplice elencazione di fatti. Il messaggio contenuto nel cuore di ogni suo gesto era d’amore, quell’amore potente che ti insegna a non mollare mai di fronte a nulla, quell’amore che ti fa essere di una positività quasi  contagiosa, che ti rende solidale verso tutti. Ed è probabilmente sotto questa prospettiva che il 9 Novembre scorso si era tenuto il “Good Gesture Day”, la giornata in cui Stephen e il suo team offrivano abbracci, strette di mano e “high-fives” ai passanti in Birmingham’s Victoria Square. "L’evento più divertente che io abbia mai organizzato", così l’aveva definito. Voleva fosse una sorta di sfida, un atto provocatorio che facesse riflettere la gente su quanto ognuno di noi possa migliorare la giornata di chi incontra con una stretta di mano, con un abbraccio, con un sorriso.

Noi, il mondo


Noi, il mondo. Questa la relazione tra il nostro blog e i temi che trattiamo.

Noi, il mondo. Appunto noi. Ci chiamiamo Sebastiano, Giorgio, Giuseppe, Manuel, Gabriella, Walter, Gianluca, Dennis, Antonio, Loredana ed Enrico. Siamo tutti ragazzi e ognuno di noi ha le proprie ambizioni. C'è chi vuole fare il giornalista, chi il fotografo, chi il politico e chi il regista. Noi siamo il futuro di questo mondo e dobbiamo cominciare da subito ad interessarci di esso. Interessarsi del mondo significa essere parte attiva della vita. Il nostro obiettivo è di raccontarvi il nostro mondo con i nostri occhi. Scriviamo stando seduti dietro a una scrivania e viene spontaneo (forse) chiedersi: cosa vuoi raccontare del mondo stando seduto dietro a una scrivania? Per scrivere del mondo c'è bisogno di fare esperienze, sostanzialmente di vivere altrimenti cosa racconti? Non siamo solo la generazione degli smartphone ma siamo anche una generazione più aperta a certi concetti, siamo una generazione che non si fa prendere in giro dalle sole parole. A contrario di quanto molti credono, anche noi ragazzi e adulti del futuro facciamo le nostre esperienze. E così ci si mette in gioco perché spesso a noi non basta vivere una sola esperienza, ma ne vogliamo vivere altre, diventa come una droga, ci piace viverle ogni volta sempre di più. Noi undici ci stiamo mettendo in gioco. Vogliamo essere la finestra di una grande casa. Ci mettiamo in gioco realizzando interviste, rubriche e semplici articoli che saranno per voi lettori la finestra del nostro mondo.

Noi, la finestra del mondo.