Come sappiamo la società Matarrese è fallita ufficialmente all'inizio del mese di Marzo per via di due grandi debiti, uno nei confronti dell'erario e uno nei confronti dei calciatori e di tutto lo staff. Il caso è stato quindi affidato a due consulenti fallimentari che hanno fatto una perizia tecnica attribuendo un valore alla squadra: si è poi proceduto ad un' asta partendo da 3.5 milioni di euro. Erano state create diverse società che avrebbero partecipato tra cui una delle più accreditate era quella di Gianluca Paparesta, lo stesso che aveva consigliato a Matarrese da dirigente sportivo di dichiarare il fallimento della società (come abbiamo detto unica soluzione per non pagare 20 milioni di euro, che era il debito complessivo). Questa prima asta è però saltata proprio per la problematica dell'elevata somma che l'eventuale acquisitore avrebbe dovuto sborsare per riparare il bilancio. Si è così proceduto ad una seconda asta che si è tenuta lunedì scorso:molte più aspettative derivate dal fatto che Paparesta avrebbe potuto usufruire di soldi provenienti da operatori indiani, ma purtoppo stesso esito. La delusione è stata diffusamente avvertita, ma le speranze non sono andate vane: ricadono infatti tutte nella terza imminente asta che si terrà martedì prossimo. Nel frattempo si sono create nuove cordate e due avvocati baresi hanno fondato una società ad azionariato diffuso (modello Barcellona e Real Madrid).
Fatto sta che tutto ciò sta creando un entusiasmo inverosimile che sta portando la squadra a straordinari successi e che sta avvicinando incredibilmente tantissima gente soprattutto allo stadio, sintomo anche dell'antipatia che la tifoseria nutriva nei confronti dei Matarrese (dal giorno del fallimento, ogni turno in casa si totalizzano mediamente ventitremila spettatori).
Occorre sottolineare che il comportamento di tutto l'organico del Bari è ammirevole sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto sotto quello dei valori: i calciatori sono infatti senza stipendio e stanno portando avanti una vera e propria battaglia, di cui non conoscono nemmeno l'esito certo.
La terza asta sarà quindi decisiva per il destino di una squadra, di una storia e di un'intera città, che obiettivamente piuttosto che questi problemi, merita grandi soddisfazioni. Staremo quindi a vedere, intanto non possiamo che aggiungerci al grido di questa importante esortazione: COMPRATE LA BARI!

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